Ricordando, ricordando (Una storia meravigliosa)

bambino timidoLa famiglia era del Sud Italia, persone semplici, ma con tanto desiderio di avere dei figli e per questo avevano dato il mandato al nostro Ente per una adozione in Brasile.
L’adozione riguardava un gruppo di ben tre fratellini: il più piccolo aveva sette anni, il più grande 12, la bambina circa 8-9 anni, non ricordo bene.
Erano da poco rientrati dal Brasile, ma le relazioni pervenute durante il soggiorno all’estero, non ci lasciavano tranquilli, si parlava di una coppia di poche parole, forse un po’ chiusa. Volevamo approfondire.
Per questo abbiamo chiesto loro di venire a Roma per la prima relazione post-adottiva.

La mattina dell’appuntamento sono entrata nella sala ed ho trovato i signori già in attesa, seduti davanti alla mia scrivania, in questa formazione: la signora era sulla sinistra, seduta accanto a lei, in piedi, vicinissima, la bambina che stringeva con tutte e due le manine una mano della mamma, che non ha mai lasciato per tutto l’incontro, né la mamma ha mai accennato a ritirarla;
Alle spalle della bambina c’era il fratello maggiore, con aria severa, e accanto a lui, seduto, c’era il padre, con avvinto il bambino più piccolo che nascondeva il viso sul suo collo.
Abbiamo incominciato a parlare, nessuna domanda specifica, le solite cose, ma il bambino più grande improvvisamente ci interrompe e dice che loro sono nati dalla pancia della mamma, e indica la signora;
infatti lui ricorda che… ma viene interrotto a sua volta dalla sorella che esclama:
anch’io mi ricordo benissimo di quando eravamo piccoli, e …
ma anche lei viene interrotta dal più piccolo che finalmente volta il viso verso di noi e grida:
…però io sono nato dalla pancia del mio papà“ e si nasconde di nuovo.

Non dimenticherò mai questa scena.
Evidentemente i bambini, arrivati da poco in Italia, erano molto intimoriti da questa strana riunione, inquieti per il sospetto di nuovi cambiamenti, di nuove solitudini, ed avevano escogitato il piano di farci credere di essere i figli naturali di questa mamma e questo papà che avevano conosciuto solo pochi mesi prima.
E noi li abbiamo creduti…
Quando sono usciti, dopo poco, la bambina sempre aggrappata alla mano della mamma, il piccolo avvinto al collo del padre come un Koala, il fratello maggiore che chiudeva la fila, e i genitori, sempre di poche parole, ma radiosi per la felicità di quei loro figli.

Miriam Ramello

Un commento Aggiungi il tuo

  1. gabriella de joanna ha detto:

    Sono in trepida attesa ormai da mesi di notizie per me dal brasile, spero di avere la stessa fortuna di questi genitori, sono anche io del sud……non estremo, Napoli

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