Brasile NEWS

I paesi dei nostri bambini

Gentilissima Presidente Miriam Ramello e tutto lo Staff Aipa,
siamo Cristina e Massimiliano, i genitori di Ana Julia e Anderson. Sono passati, anzi volati, ormai sei mesi dal nostro rientro dal Brasile, patria dei nostri due gioielli, e finalmente riusciamo a trovare un piccolo ritaglio di tempo per tentare di descrivere che meravigliosa avventura è l’adozione, e soprattutto per ringraziare voi tutti per aver contribuito alla realizzazione del nostro sogno, senza di voi tutto ciò non sarebbe stato possibile.
Questa lettera oltre ad essere un ringraziamento vorremmo che fosse di aiuto e di stimolo per tutti coloro che hanno o stanno per intraprendere questo incredibile cammino; ricordo che durante la nostra attesa eravamo sempre alla ricerca di lettere o testimonianze che ci aiutavano ad ingannare il tempo, a prendere sempre più consapevolezza dell’essere genitori e a sognare ad occhi aperti.
Il tutto ebbe inizio nell’ormai lontano aprile 2007 quando presentammo la domanda di adozione presso il Tribunale dei Minori di Roma, adozione sia nazionale che internazionale, ma dentro i nostri cuori sapevamo già che nel mondo c’erano due stelle che ci aspettavano. Non vogliamo raccontare tutte le varie vicissitudini intercorse prima di arrivare a dare a voi l’incarico anche se adesso con il senno del poi forse non tutto era un caso, infatti pensiamo che da subito ci sia stato un filo che ci legava al destino dei nostri figli. Noi presentammo la domanda di adozione il 26 aprile 2007 e loro in quella data entravano in istituto e da allora il nostro cammino è andato in parallelo.
Il nostro percorso è sempre stato guidato non so bene se dal destino o da cosa, ma anche la scelta dell’Ente è legata a vari avvenimenti. Mentre vagavamo, tra un ente ed un altro, un amico ci parlò di voi perché aveva adottato un bimbo in India e dopo alcuni mesi un’ altra coppia ci raccontò di aver appena adottato due bimbi dal Brasile sempre con voi… due bei segnali che ci portarono dritti ad Aipa. Dopo avervi conferito l’incarico (luglio 2009) ci sembrò finalmente di essere usciti da quel buio che ci accompagnava ormai da tempo, anche se la determinazione non ci ha mai fatto mollare di fronte a niente.
La prima vera giornata di sole pieno arrivò nel giorno della telefonata per l’abbinamento (14 aprile 2010), finalmente si concretizza quanto fino a quel momento hai immaginato, i bimbi ora hanno un nome, un volto e una loro storia. Il cuore inizia a correre velocemente per poi quasi fermarsi per l’emozione il giorno dell’incontro. Sono momenti unici, magici e individuali e difficili da descrivere con le parole.
Quando per la prima volta, fin dal giorno del primo incontro, ti senti due braccine che ti avvolgono e ti stringono con tutto il desiderio del mondo e ti chiamano mamma e papà si cancellano tutti gli anni di attesa, le amarezze, gli ostacoli che incontri durante il percorso: è in quel momento che scopri e assapori la vera felicità. Dietro quegli occhi, quegli sguardi c’è la loro vita che ora è anche tua ed insieme la dovete ricostruire.
La prima notte insieme, quando non senti più solo il respiro del tuo compagno ma ascolti (recuperando improvvisamente un udito da ragazzina) i respiri dei tuoi figli è indimenticabile.
Certamente non è tutto facile, ci sono anche momenti di difficoltà, di incomprensione che devi imparare a gestire e risolvere, proporzionati anche all’età dei bimbi. Una cosa importante infatti su cui vorremmo soffermarci è proprio l’età dei bambini, noi come coppia non abbiamo mai posto limiti (il nostro decreto era aperto da 0 a 10 anni) non ci spaventava l’idea di  avere dei bimbi “grandi” anzi ci stimolava. Ed infatti è stato così sin dal primo momento (lui ha 8 anni e lei 10); trovarsi di fronte due bimbi che comunque hanno la consapevolezza di quello che gli sta accadendo è un gran vantaggio, la possibilità di interagire con loro da subito è stata fantastica, ascoltare i loro racconti del “primo libro” (così chiamano la loro prima vita) le loro paure, la loro rabbia, poterli rassicurare e condividere i primi passi della nuova famiglia assieme, vederli con quanta gioia si proiettano nella loro nuova vita e al tempo stesso fornirgli quella sicurezza di cui ovviamente hanno bisogno, tutto questo è stato e continua ad essere meraviglioso. Sicuramente noi siamo stati anche molto fortunati perché i nostri figli si sono aperti e confidati con noi da subito, ma crediamo allo stesso tempo che nel caso si verifichino difficoltà poter parlare e interagire con i propri figli sia un’arma in più che serve nella creazione di una nuova famiglia.
Per quanto riguarda la permanenza nel paese dei vostri figli, nel nostro caso sono stati 50 gg. in Brasile, l’unica cosa che ci sentiamo di consigliare è quella di godervela appieno con tutte le emozioni che vi assalgono, perché non vi capiterà più di vivere un’esperienza di questo tipo, di stare con i vostri figli 24 ore su 24, senza nessun tipo di interferenza (nonni, zii, parenti, amici, lavoro etc…). Un particolare ringraziamento vogliamo anche rivolgerlo ai referenti Aipa in loco perché sono stati fantastici e rimarranno sempre parte di noi, ci hanno supportato e coccolato quando ne avevamo bisogno.
Desideriamo anche dirvi che da quando l’aereo tocca il suolo di casa la vita cambia in modo radicale, i primi giorni la sensazione che si prova è quella della centrifuga della lavatrice… ossia corri corri e corri… gli spazi della casa cambiano, le esigenze sono diverse, occorrerebbero giornate di 48 ore.
Poi per fortuna lentamente le cose si placano, sia perché i bambini si adattano ai tuoi tempi e sia perché tu da “bravo atleta”, allenandoti tutti i giorni, hai più resistenza.
Insomma l’adozione per noi è stata all’inizio come un piccolo ruscello che poi negli anni si ingrossa fino a diventare un gran fiume in piena quando incontri i tuoi figli per poi arrivare insieme  in quel mare blu di gioia e di serenità… con alcune volte qualche piccola onda che ti ricorda che non devi mai smettere di lottare e di sognare….

(A.Cristina e Massimiliano)

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Moreno Rellini ha detto:

    Buonasera a tutto lo staff Aipa e alla Signora Ramiello , siamo Loredana e Moreno , la coppia che nel 2011 ha adottato Eliza di 10 anni e Kauna di 9 anni . Sono passati due anni e siamo qui , genitori super contenti di come sono venute sù le nostre bambine che oggi sono due signorine che hanno rispettivamente 12 anni e mezzo Eliza e 11 anni Kauana . Grazie a voi e al vostro personale presente in Brasile siamo diventati una meravigliosa famiglia. La permanenza di oltre 1 mese e mezzo è fondamentale per la crescita di entrambi . Il giorno dell’ incontro è stato magico … l’ emozione ci ha tolto il fiato …è stato all’ inzio uno scambio di sguardi e poi di abbracci che piangevamo dalla felicità che quel giorno ci aveva colmati…. Avevamo una gran voglia di divenire genitori ed è stato così nel giro di nemmeno due anni . I bambini più grandi sono i più desiderosi di avere una famiglia perchè più consapevoli del loro destino anche se impauriti all’ inizio perchè non conoscono a fondo il significato della parola ” famiglia ” , poi le conferme dell’ amore incondizionato glielo fanno conoscere molto bene. Naturalmente ci sono state le difficoltà ma con il lavoro di squadra le abbiamo affrontate e poi con il tempo quando senti parlare i tuoi figli non ci pensi più…… credetemi è straordinario…. !!! Non vi nascondo che adotterei nuovamente…. anche loro ogni tanto mi chiedono un fratellino ..poi ci pensano bene e dicono che sono felici così perchè hanno una loro identità , sono considerate , sono amate e ci ripetono ogni giorno che è importante per ogni bambino avere una famiglia che si prenda cura di loro … ma che li metta anche in punizione quando c’è bisogno e che gli dica soprattutto ” no ” ..ebbene …dopo tanto lavoro e amore e pazienza è nata la nostra famiglia … Lo auguro di cuore anche a voi che magari vi state leggendo in questo momento …Diamo la nostra disponibilità a chiunque voglia dei consigli o voglia semplicemente parlare… con affetto Loredana e Moreno R.

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